In che modo è possibile raggiungere teoricamente lo stato di grazia?


Questo articolo si propone come una breve esplorazione teorica e personale del concetto di ‘stato di grazia’, senza alcuna pretesa applicativa o terapeutica. Escludendo la sua tradizionale connotazione religiosa e filosofica, ‘lo stato di grazia’ è un concetto particolarmente interessante quando viene considerato da un punto di vista personale. Esso rappresenta una condizione favorevole, che sembra aprire l’individuo all’esperienza di uno stato elevato. La parola stessa evoca immediatamente immagini di armonia, di fluidità, di bellezza, come il suono di una musica coinvolgente o l’immagine di una danza raffinata e flessuosa. Il concetto di grazia si carica di un’energia magica, capace di suscitare meraviglia e apertura all’inaspettato. Vorrei portare questa energia nella mia vita, il più possibile.

Però, l’esperienza mi insegna che una condizione positiva come questa non si riduce a una mera volontà, ma ha bisogno di una profonda consapevolezza, quindi per teorizzare una grazia non episodica ma perpetua, credo che sia necessario focalizzarsi su due azioni fondamentali, alleate della consapevolezza: osservare e percepire.

L’osservazione, in genere, è un’azione mirata e critica, utile a raccogliere o analizzare informazioni esterne. In questo caso, invece, penso debba essere ingenua e acritica, che non vuol dire sbadata ma significa magicamente attenta, che permette di scorgere il lato straordinario della vita. Come quando sono in natura, negli attimi di profonda calma, assisto alla danza elegante del mondo vegetale seguire il ritmo irregolare del vento, vivendo uno scenario sensitivamente stimolante.

Percepire, d’altra parte, costituisce l’azione di base di questo processo teorico. È il prerequisito che rende possibile l’osservazione, ma la sua vera straordinarietà si manifesta quando il focus percettivo si amplifica, dando spazio non solo ai sensi, ma anche a stimoli di natura immaginativa e emozionale. L’immaginazione mentale e le emozioni di meraviglia o soddisfazione possono diventare i catalizzatori di un’esperienza amplificata e totalizzante.

In sintesi, grazie a una consapevolezza personale, un’osservazione speciale unita a una percezione particolarmente amplificata permettono di vivere lo stato di grazia, come modalità di essere che emerge dall’apertura sensoriale e mentale, che rende possibile cogliere il magico spesso celato nella quotidianità.

di Serena Speca

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Immagine di Piyapong Saydaung da Pixabay


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